Storia di una donatrice di midollo e della sua scelta: unica, come la persona che la stava aspettando
Giulia, 28 anni, avisina, educatrice e residente nel Varesotto ci racconta la sua esperienza come donatrice di midollo. Quando si è iscritta al registro non immaginava che sarebbe successo tutto così presto: oggi ci parla del percorso di donazione fatto di esami e controlli, ma soprattutto della gioia che le ha dato questo gesto: raro come la compatibilità che lega un donatore di midollo al ricevente (stiamo parlando dello 0,001% di probabilità di essere compatibili) e unico come unica è la persona che quel gesto lo sta aspettando.
Perché ha pensato di donare il midollo?
La mia storia fa anche un po’ sorridere: ho sempre donato il sangue, ma a un certo punto mi è stato detto che avrei potuto donare solo il plasma. Io ero un po’ spaventata dall’idea della durata della plasmaferesi, essendo un po’ impressionabile alla vista di aghi e sangue. A quel punto ho fatto una sorta di sfida con me stessa, pensando che, se avessi dovuto affrontare qualcosa di così lungo e impegnativo, l’avrei fatto per una motivazione ancora più grande. Così ho deciso di iscrivermi al registro dei donatori di midollo, senza avere un’idea precisa del procedimento, anche perché immaginavo che sarebbe passato del tempo prima di essere eventualmente chiamata.
E invece quanto è passato?
Circa tre anni: mi sono iscritta al registro dei donatori di midollo nel 2022 e a fine 2025 mi hanno chiamata. Le probabilità di essere compatibile sono una su 100mila e conosco persone iscritte da anni che non sono mai state chiamate. Invece, per me la chiamata è arrivata in tempi relativamente brevi. Mi è stato chiesto di fare un secondo esame di compatibilità e poi, dopo circa un mese e mezzo, è arrivato il responso: c’era la compatibilità con una persona che aspettava proprio il mio gesto. Anche questo non è scontato: a volte capita che questa seconda e più approfondita verifica non sia positiva.
A qual punto sono arrivati dei ripensamenti?
Assolutamente nessun ripensamento: quando mi hanno chiamata mi hanno dato la possibilità di ripensarci, ma io ero molto convinta della mia scelta e ho iniziato il percorso. Anche se attorno a me sentivo tanti dubbi, forse anche per la poca conoscenza di questo tipo di donazione: solo molto raramente la donazione avviene con il prelievo del midollo; nella gran parte dei casi si effettua attraverso il sangue. Le persone questo spesso non lo sanno.
Alla donazione di midollo si arriva però con un percorso che non tutti conoscono: ce lo racconta?
Ci sono esami a cui sottoporsi: non solo prelievo del sangue, ma anche elettrocardiogramma, visita cardiologica, ecografia addominale e raggi al torace. Il percorso è complesso e, nel caso tutto vada bene, come è successo per me, si fanno poi alcune iniezioni per stimolare la produzione delle cellule staminali con un farmaco, il Filgrastim. Quindi, un nuovo un controllo pre-donazione e poi c’è la donazione vera e propria.
Ci sono effetti collaterali?
Mi hanno detto che, dopo la stimolazione, si possono avere alcuni sintomi influenzali: mal di testa, dolori, nausea, spossatezza. Io, in verità, ho avuto solo sintomi lievissimi e comunque è possibile assumere del paracetamolo. Questo stato può verificarsi anche dopo la donazione, che dura circa 4 ore.
Un tempo lungo da trascorrere…
Sì, anche se devo dire che per me è trascorso abbastanza velocemente. Avevo un po’ sonno, perché la notte prima non avevo dormito bene; il personale mi ha aiutata a stare sveglia, anche perché durante la donazione occorre stringere la pallina per mantenere attiva la circolazione. Mia mamma sarebbe dovuta venire con me e farmi compagnia, ma non è stata bene, così è stata sostituita da mio padre, che però è impressionabile quindi sebbene mi sia stato vicino, ha preferito aspettare fuori dalla porta.
Un donatore di midollo può donare più volte?
Una volta fatta la donazione si viene cancellati dall’elenco. Tuttavia, se un giorno ci fosse un mio familiare che avesse bisogno e risultasse compatibile io potrei, del tutto volontariamente, chiedere di donare nuovamente. Comunque una volta conclusi i controlli, sarà mia premura ricontattare l’AVIS per rendermi nuovamente disponibile alla donazione di plasma.
Lei sa a chi è stata utile la sua donazione?
Ovviamente non si possono avere informazioni dettagliate sul ricevente, ma so che il mio gesto ha aiutato una donna, una cittadina svizzera, che deve avere qualche anno in meno dei miei genitori. Sapere di aver contribuito a far stare meglio una persona è qualcosa di veramente emozionante.



